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5. BarriKate ha rotto il silenzio. E ha mandato un’altra Polaroid

Alle 17.30 di oggi BarriKate mi ha mandato una mail. Allegata c’era un’altra Polaroid che spiega così.

Si, forse la polaroid non è tua.
Questo nemmeno io che l’ho scattata posso dirlo. La particolarità delle polaroid è infatti questa. Scatti in cui solo il protagonista può riconoscersi, scatti completamente anonimi e assolutamente personali.
E comunque, seguendo la tua logica, chi dice che quella polaroid l’abbia scattata io?

Con i se e con i ma si possono riempire pagine e pagine senza giungere da nessuna parte. La verità è sempre soggettiva, la mia, la tua, la loro.

La polaroid è tua, se tuo è stato il percorso. L’arte rimane tale fino a quando resta legata al vissuto del soggetto. Senza di esso è semplicemente uno scatto preso chissà dove e come. Un oggetto, freddo, inanimato, distaccato, capace di trasformarsi in calore, in energia, solo nelle mani di chi è nello scatto.

Per questo non hanno prezzo. Troppo alto il valore per chi le possiede, nullo il valore per che l’acquista. Semplice no?

Fino a quando non sei arrivata tu.

L’arte era arte fino a quando l’impossibilità di ogni commercio era assicurata. Le gallerie, i privati compravano composizioni, installazioni di scarti di quell’attimo perfetto, nato immortalando l’orgasmo, liberato da ogni legame, morale sociale o economico che sia. L’attimo in cui la personale perfezione scaturisce e ognuno rinasce se stesso. Il momento in cui il tuo nome, il tuo sesso cosi come tutto quello che stato appiccato addosso sparisce. Il preciso istante in cui sei naturalmente tu.

L’arte era arte fino a quando era tenuta in vita in un geloso rispetto per se stessi. Fino a quando il valore istintuale dell’opera non potesse competere con un corrispettivo economico, un’arte che non si vende.

Sapevo che prima o poi la mania dei cataloghi, dell’ordine, della standardizzazione, il mondo dell’arte mercato avrebbe fatto arrivare questo momento. Qualcuno che nella fretta di arrivare inizia a corre dimenticandosi del viaggio, annullando il viaggio. L’avevo previsto e mi ero preparato.

Quello che tu ancora non sai è che, insieme alla polaroid, al soggetto dell’opera viene consegnato un altro oggetto. Una fattispecie di certificazione che quell’opera è mia. Possono passare giorni, o mesi, prima di riceverla. La polaroid è un attimo, ma ogni attimo è frutto di un percorso, è il suo intimo figlio. Così come l’orgasmo. Godere dell’attimo dilatando il tempo. Rendere l’attimo una vita.

I ricatti non mi sono mai piaciuti, quindi sì, farò l’intervista, ma non perché cedo. Ti spedisco infatti un’altra polaroid. Di un’amica che abbiamo in comune, un amica che aspetta la certificazione del suo percorso. E chissà quanto aspetterà.

Così avevamo due opere d’arte e magicamente ci ritroviamo con due semplici polaroid.

Potrei dunque semplicemente sparire, ma non è quello che va fatto. Non faccio quello che mi dici, ma quello che ti ho portato a dire.

Siamo giunti al nodo, ci hai fatto superare la prima fase, ma il percorso continua…

BarriKate

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